L'artista ingrandisce e riproduce i volti di celebri ritratti del passato, come ad esempio Head of a Young Girl di Jacob Van Oost o il volto di Gabrielle Cot, opera di William-Adolphe Bouguereau. Queste riproduzioni, eseguite con una tecnica eccellente, vengono successivamente ricoperte da uno strato monocolore. La colata assume tonalità diverse a seconda dell'opera, e una fenditura nel rivestimento a tinta unita lascia intravedere il ritratto sottostante.
L'apparente gesto dissacrante accende una riflessione sul lungo e complesso dibattito tra arte figurativa e arte astratta. Lino Lago, infatti, esplora il rapporto tra uguaglianza e diversità. Il pittore spagnolo dipinge su tela l'antitesi: la sua abilità consiste nel far convivere, nella stessa opera, due pensieri in contrapposizione.
"Fake Abstract" sancisce la pace tra arte astratta e figurativa. I due stili pittorici riescono a convivere in armonia. Lino Lago, nelle vesti di un officiante, celebra questo inconsueto matrimonio. La sua serie "Fake Abstract" esprime, dunque, un potente messaggio di pace: l'unione può essere considerata la metafora della fine di un conflitto, un tema di grande attualità in un periodo storico afflitto dalle guerre.
L'impatto creato dal cortocircuito visivo ideato dall'artista si innesca nella mente del fruitore. Tale creazione sbalordisce e invita alla riflessione: l'illogicità diventa logica.
La peculiarità dei "Fake Abstract" rende questa serie di opere anticonformista e originali. Lino Lago trasforma la sua espressione pittorica in un'armoniosa cacofonia.