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Medusa

Medusa

Marco Tamburro

Prezzo di listino €9.800,00
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In offerta Esaurito
Imposte incluse.

Certificato di autenticità: certificato rilasciato dall'artista

Firma: in originale sul retro della tela

Edizione: unica

Anno: 2026

SUPPORTO: tela

TECNICA: mista

DIMENSIONI: 150 cm x 95 cm

  • Trustpilot: Eccellente
  • Consegna rapida assicurata entro 48 ore
  • Spedizione Gratuita in tutto il mondo
  • Resi Gratuiti entro 14 giorni

Descrizione a cura del Gallerista

L’opera Medusa nasce dall’incontro tra due icone apparentemente lontanissime, ma profondamente radicate nella cultura occidentale: Batman, simbolo della cultura pop contemporanea, e la Medusa di Caravaggio, una delle immagini più potenti della storia dell’arte.
La prima impressione è quella di una straordinaria potenza visiva. Batman è seduto frontalmente, su una poltrona rossa, e il suo corpo occupa la scena con una presenza fisica estremamente forte. Sembra quasi rivolgersi direttamente allo spettatore, ma c’è qualcosa di profondamente inquietante: Batman non ha gli occhi.
Questa assenza modifica completamente la percezione del personaggio. L’eroe che conosciamo per la sua capacità di vedere, osservare, individuare il pericolo e trovare sempre una direzione appare improvvisamente privo della possibilità di vedere. È come se avesse perso il proprio percorso, la propria strada, la certezza di sapere dove andare.
Non è quindi il Batman che combatte, ma un Batman sospeso, assorto, quasi smarrito, costretto a fermarsi davanti alla complessità del mondo che lo circonda.
Alle sue spalle compare il grande muro, elemento ricorrente nella ricerca di Marco Tamburro. Su questa parete la Medusa di Caravaggio viene reinterpretata come un grande graffito, una sorta di opera di street art all’interno dello spazio domestico.
Tamburro riprende la straordinaria forza drammatica della Medusa caravaggesca, fissandola nel momento della decapitazione: la bocca spalancata, il volto deformato dall’urlo, gli occhi dilatati, l’espressione di dolore e terrore. Medusa sembra gridare alle spalle di Batman, creando un contrasto potentissimo con la sua immobilità.
Da una parte abbiamo l’urlo e lo strazio di Medusa; dall’altra il silenzio di Batman, seduto frontalmente davanti a noi, senza occhi.
È proprio questo contrasto a creare il cortocircuito dell’opera.
Nella mitologia greca, Medusa è una figura antagonista, un essere da sconfiggere. Batman, nell’immaginario contemporaneo, è invece l’eroe che combatte il male. La presenza di Medusa alle sue spalle può allora essere interpretata quasi come un trofeo di caccia, il ricordo di un male sconfitto ma che continua a incombere sull’eroe.
Ma Medusa può essere anche qualcosa di più: un monito.
Batman sembra trovarsi davanti alla propria missione, ma senza più la capacità di vedere chiaramente la direzione. La sua cecità diventa metafora del disorientamento dell’uomo contemporaneo, che deve continuare a confrontarsi con la violenza, la paura, il caos e le contraddizioni del mondo senza avere sempre una risposta o una strada sicura da seguire.
IL’opera mette così in dialogo la mitologia greca, Caravaggio e la cultura pop, facendo incontrare tre livelli fondamentali del nostro immaginario. Medusa, dalla mitologia alla pittura caravaggesca, viene trasformata nuovamente da Tamburro in un’immagine contemporanea, mentre Batman, nato come personaggio dei fumetti, viene elevato a vera e propria icona d’arte.

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Marco Tamburro

Scopri l'artista

Nato a Perugia nel 1974. Diplomatosi in Architettura e Arredamento presso l’Istituto d’Arte della sua città, nel 1994 si trasferisce a Milano e si iscrive al Corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Entrato in contatto con l’ambiente artistico milanese, inizia a collaborare con fotografi e scenografi come assistente. Scelta non casuale, dal momento che Marco Tamburro ha già maturato un profondo interesse verso gli ampi spazi teatrali, dentro i quali immagina e dà forma a pannelli pittorici dalle dimensioni imponenti, lasciando a briglia sciolta la sua visionaria fantasia. Tamburro resta affascinato soprattutto dalla pittura e dalla sua grande potenza espressiva. In un’epoca in cui ci si interroga su dove questo forma artistica stia andando, lui viene invaso da una potenza espressiva capace di tradurre semplici immagini in un mezzo comunicativo. Marco Tamburro riflette sulla speculazione e la versatilità della forma pittorica, in grado di interagire con altri linguaggi artistici quali il teatro, la fotografia, l’arredamento, l’architettura e tutto ciò che occorre per realizzare un impianto scenografico. A Milano espone per la prima volta: le sue opere compaiono in gallerie e spazi alternativi del tessuto urbano, legati in primis agli ambienti della moda e del design. Da sempre attratto da Roma per le innumerevoli bellezze artistiche e la vita metropolitana frenetica, così diversa da quella milanese, Tamburro si trasferisce nella capitale. La sua passione per il teatro può qui nutrirsi copiosamente: l’artista collabora con diverse compagnie teatrali, si dedica a tempo pieno alla pittura, fonda un’associazione culturale che si occupa esclusivamente di arti visive e nel 1999 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma.

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