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Eccesso di falsità

Eccesso di falsità

Marco Tamburro

Prezzo di listino €7.300,00
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In offerta Esaurito
Imposte incluse.

Certificato di autenticità: certificato rilasciato dall'artista

Firma: in originale sul retro della tela

Edizione: unica

Anno: 2026

SUPPORTO: tela

TECNICA: mista

DIMENSIONI: 90 cm x 90 cm

  • Trustpilot: Eccellente
  • Consegna rapida assicurata entro 48 ore
  • Spedizione Gratuita in tutto il mondo
  • Resi Gratuiti entro 14 giorni

Descrizione a cura del Gallerista

In quest’opera Marco Tamburro raffigura il celebre Pinocchio con il naso spezzato, trasformando uno dei simboli più iconici della menzogna in una potente metafora del nostro tempo. In una società in cui politica, media, religione e istituzioni vengono spesso percepiti come fonti di verità distorte, la bugia sembra essere diventata parte integrante della realtà quotidiana.

Il naso di Pinocchio, che tradizionalmente cresce a ogni menzogna, qui appare ormai spezzato: non può più allungarsi, perché è stato consumato da un eccesso di falsità. La punta caduta a terra diventa il simbolo di un limite ormai superato, di un mondo in cui le menzogne sono così numerose da aver infranto persino l’emblema stesso della bugia.

Tamburro ci invita così a riflettere sulla crisi della fiducia che caratterizza la società contemporanea: se persino Pinocchio ha il naso spezzato, significa che non sappiamo più a chi credere e che la verità è diventata sempre più difficile da riconoscere.

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Marco Tamburro

Scopri l'artista

Nato a Perugia nel 1974. Diplomatosi in Architettura e Arredamento presso l’Istituto d’Arte della sua città, nel 1994 si trasferisce a Milano e si iscrive al Corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Entrato in contatto con l’ambiente artistico milanese, inizia a collaborare con fotografi e scenografi come assistente. Scelta non casuale, dal momento che Marco Tamburro ha già maturato un profondo interesse verso gli ampi spazi teatrali, dentro i quali immagina e dà forma a pannelli pittorici dalle dimensioni imponenti, lasciando a briglia sciolta la sua visionaria fantasia. Tamburro resta affascinato soprattutto dalla pittura e dalla sua grande potenza espressiva. In un’epoca in cui ci si interroga su dove questo forma artistica stia andando, lui viene invaso da una potenza espressiva capace di tradurre semplici immagini in un mezzo comunicativo. Marco Tamburro riflette sulla speculazione e la versatilità della forma pittorica, in grado di interagire con altri linguaggi artistici quali il teatro, la fotografia, l’arredamento, l’architettura e tutto ciò che occorre per realizzare un impianto scenografico. A Milano espone per la prima volta: le sue opere compaiono in gallerie e spazi alternativi del tessuto urbano, legati in primis agli ambienti della moda e del design. Da sempre attratto da Roma per le innumerevoli bellezze artistiche e la vita metropolitana frenetica, così diversa da quella milanese, Tamburro si trasferisce nella capitale. La sua passione per il teatro può qui nutrirsi copiosamente: l’artista collabora con diverse compagnie teatrali, si dedica a tempo pieno alla pittura, fonda un’associazione culturale che si occupa esclusivamente di arti visive e nel 1999 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma.

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