KAWS

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KAWS

Tutte le nostre opere di Kaws sono nuove, con l’imballaggio originale e dotate di certificato d’autenticità oleografico.

Dalle strade alle Gallerie, da “graffitaro” di provincia a genio dell’arte, della moda e del design. Kaws, al secolo Brian Donnelly nato in New Jersey nel 1974, è l’artista che con i suoi Companion, le iconiche statuette in resina ispirate un po’ a Topolino e un po’ a un teschio, i Chum, una versione colorata e collezionabile dell’omino Michelin, ha colmato il divario tra arte commerciale e arte contemporanea.

Le sue creazioni sono un po’ opere d’arte un po’ luxury toys da collezione e, non per niente, piacciano a un pubblico che, per usare la dicitura dei vecchi giochi di società, spazia dai 9 ai 99 anni.

La sua storia inizia nella Manhattan anni Novanta dove, a differenza dei “colleghi” Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, Kaws non agisce direttamente sui cartelloni pubblicitari ma elabora un metodo tutto suo: li ruba (solo quelli di moda), li porta in studio e li riempie di scheletri e ossa, che diventano i suoi motivi distintivi. Quindi li riconsegna al mondo, riappendendoli esattamente al proprio posto.

Forte del grande successo, viaggia, allargando la propria ricerca, e il proprio lavoro, a Parigi, Londra e Berlino. L’arrivo a Tokyo, sul finire del millennio, ha il sapore dell’illuminazione. Folgorato dai giochi da collezione, dai manga e dalle ossessioni del popolo Nipponico, concepisce i primi Companion. Meno di vent’anni dopo, nel 2013, una versione lignea di Companion che si copre gli occhi, andrà in asta per 1,64 milioni di euro.

E perché mai un giocattolo può valere tanto?  Perché Companion non è solo un giocattolo, ma una lucida analisi dolce-amara sullo stato della nostra società. Se la sua forma ricorda Topolino, proiettandoci nel mondo felice e gioioso dei fumetti, gli occhi sbarrati dalle croci trasmettono un senso di inquietudine e caducità. Rassicuranti perché legati all’universo dei cartoni animati e, contemporaneamente, fragili e malinconici. Kaws dipinge la nostra società, polarizzata tra solitudine e iper-connessione, amplificata dai social network.

A marzo 2019 Companion è diventato un’installazione di 37 metri, una scultura galleggiante adagiata nel porto di Hong Kong. Un topolino gigante che si rilassa in acqua, invitando gli stressati cittadini, e turisti, a fermarsi un attimo per rilassarsi.

Di altrettanto famoso c’è Chum, l’amico che tutti vorrebbero, una scultura ispirata all’omino Michelin. Realizzato nei materiali più disparati, resina, legno, bronzo e fibra di vetro, Chum è anche il protagonista di molti dipinti che vengono consegnati impacchettati in confezioni commissionate a fabbriche di giocattoli.

Kaws è conteso dal mondo della moda. Nel suo curriculum ci sono collaborazioni con Nike, Supreme e Dior. Per la maison francese ha rielaborato il logo e ha realizzato un’enorme scultura ispirata a Christian Dior e al suo fedele cagnolino Bobby. Uniqlo, il brand giapponese low-cost super trendy, lo ha voluto per una capsule collection che, alla presentazione, ha generato scene apocalittiche  tra la folla in coda per accaparrarsi qualcosa.

Anche il mondo della musica non gli è indifferente. Se Pharell Williams gli ha commissionato il disegno della bottiglia del suo profumo Girl, Kanye West lo ha scelto per disegnare la copertina del suo album.

I suoi numeri sono davvero da record. Nel 2019, da Sotheby’s Honk Kong, Album, un dipinto raffigurante tutti i protagonisti della saga dei Simpson con gli occhi a croce, è stato aggiudicato per 14.7 milioni di dollari, partendo da una base di 700.000.

Una versione coloratissima di Chum è stata venduta per oltre 2 milioni da Sotheby’s New York mentre Clean Slate, il Companion insieme a due mini-companion, una scultura che rappresenta la fase successiva della vita dell’adorabile topolino triste, è stata battuta a 1.650.000 nel 2018 da Philips Plaza a New York. E sono solo alcuni dei tantissimi risultati a sei zeri che ne fanno uno degli artisti più quotati al mondo.

Le sue sculture vanno sold out ancora prima di essere messe sul mercato e, le liste di attesa, si allungano sempre più. C’è chi lo adora, e chi proprio non lo tollera ma è innegabile che Kaws abbia radicalmente cambiato il mondo dell’arte, avvicinando a Musei e Gallerie anche giovani e giovanissimi e non addetti al settore. E, a prescindere da qualsiasi convinzione, questo è un merito che solo i grandi artisti possono vantare.