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Corsi e ricorsi d’arte. Il fascino sempre attuale dell’arte greco-romana, rivisto e riletto in un’estetica underground.

L’ arte, così come la storia e tutte le discipline umanistiche, è fatta di corsi e ricorsi. Classico e neoclassico, espressionismo e neoespressionismo, avanguardia e neoavanguardia e ancora transavanguardia. Tutto torna perché, alla fine, queste macrocategorie non sono altro se non un’espressione del sentire umano. Emozioni, speranze e sogni, per fortuna, sempre uguali anche nel corso di millenni. 

In questo eterno recupero di correnti e categorie, vogliamo parlarvi di una tendenza che accomuna molti dei nostri artisti: la ripresa di soggetti dell’arte greca e romana. Dal David ad Apollo, da Medusa a Venere questi personaggi mitologici sono stati, a tutti gli effetti, le prime celebrità. 

Lisippo, Fidia, Prassitele e i grandi maestri della scultura hanno dato forma a icone senza tempo. Kαλὸς καὶ ἀγαθός, ovvero belli ma anche buoni, modelli di bellezza ma anche di compostezza morale.

Teste, Daniele Fortuna

Migliaia di anni dopo questi personaggi quasi divini, ispirano ancora artisti desiderosi di portare nella contemporaneità valori, estetici e morali, immortali. 

Dal nostro adorato Daniele Fortuna che dà vita a busti lignei dove fisionomie greche incontrano gli eroi dei cartoni e dei fumetti. D’altronde, basta leggere le Metamorfosi di Ovidio per rendersi conto che le vite degli Dei non avevano nulla da invidiare a una delle adorabili soap latino-americane prodotte da Netflix.

Memento, Marco Battaglini

Addirittura, Marco Battaglini rapisce statue iconiche e le trasporta a distanza di millenni in contesti periferici. Circondate da muri imbrattati da graffiti amatoriali, a loro volta riempite da tatuaggi, marcatamente fuori contesto, esse non perdono comunque la propria grazia. Anzi…pur se palesemente di un altro mondo, si adattano con grazia lanciandoci un messaggio forte e chiaro: non esiste un solo modo (e un solo mondo) ma tante realtà diverse, ognuna con la propria bellezza. Accettarle, conoscerle a apprezzarle è l’unica via percorribile per un presente e un futuro migliore. 

Diadumeno, Calogero Risalvato

Nelle pregiate tele damascate di Calogero Risalvato, invece, l’arte greca diventa uno mezzo per celebrare le bellezze della Sicilia. L’ artista, Siciliano DOC, porta in arte le bellezze e le ricchezze della sua terra, e dell’Italia, ricordandoci che viviamo nel paese ricco di storia e di tradizioni. E di cui dobbiamo essere orgogliosi. 

Prima ancora di essere un bene collezionabile, l’arte è un bisogno. Bisogno di qualcosa in più rispetto ai bisogni elementari, bisogno di profondità, bellezza, armonia, pace. E finché sarà così, correnti, stili si ripeteranno all’infinito perché, in fondo, essi sono lo specchio dei bisogni più veri e nobili dell’essere umano.