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Bombardieri incanta San Pietroburgo e le sue quotazioni vanno alle stelle

La Russia è patria di una tradizione artistica ricca e composita. Da Kandinsky Vasarely, passando per Malevich, sono moltissimi gli artisti che hanno cambiato la storia dell’arte occidentale, spesso fuggendo dalla loro terra per assaporare la libertà (e il fermento) delle capitali europee. 

Se la migrazione artistica dalla Russia all’ Europa è sempre stata più semplice, il contrario non è mai stato né facile né diffuso. Difficile per un’artista italiano o francese, approdare e trovare il successo in Russia. 

Motivo per cui la personale di Stefano Bombardieri al prestigiosissimo Erararta Museum di San Pietroburgo, è veramente una grande conquista per lo scultore bresciano, oramai famoso in tutto il mondo per gli animali oversize, metafora dei tormenti dell’animo – e del corpo- umano. 

La personale, inaugurata il 22 aprile e aperta fino al 22 agosto, si chiama “The Boy and the Elephant” è un viaggio attraverso quindici sculture – dai 30 centimetri ai 5 metri – che portano in scena lo zoo metaforico che ha reso famoso Stefano Bombardieri in tutto il mondo. 

Rinoceronti, elefanti, balene, gorilla sospesi e immobili in una solitudine iperrealista e surrealista, in grado di scatenare nello spettatore le domande ancestrali, e forse scomode, a cui da sempre la filosofia tenta di dare una risposta. 

Cos’è il tempo? Che senso ha la sofferenza? Immerso tra questi maxi-animali volanti, il visitatore è a sua volta sospeso tra terra e cielo, prigionia e libertà, sogno e realtà. Coppie antitetiche che, davanti allo stupore generato dalla loro grandezza, e dal dubbio amletico sono veri o no, si risolvono nella sensazione di grandezza – omniscienza – scatenata da tanta maestosità.

Alla fine, i maxi- animali di Bombardieri, ci fanno tornare bambini, a quando ancora il mondo era un tutt’uno, privo di divisioni, differenze e categorie. Unico come un enorme blocco di marmo, prima ancora di essere scolpito per dare vita a qualcosa di altro. 

Inutile dire che la Russia sia rimasta ammaliata dall’opera del nostro compatriota e che le sue quotazioni abbiano subito un’impennata. Mentre critici ed esperti lo vedono già nei musei più in – dal Moma alla Tate – i collezionisti vanno a caccia delle sue sculture in versione mini. 

Disponibili sul sito www.danielecomelli.com. Per informazioni info@danielecomelli.com