MASSIMO CHITI

MASSIMO CHITI

Massimo Chiti è un artista toscano che, partendo dall’eredità di Andy Warhol e Mimmo Rotella, dà vita a una nuova era della pop art, creando coloratissimi quadri con protagonisti i personaggi iconici del cinema, della tv e del nostro bagaglio culturale.

Forte della sua formazione, diploma alla scuola d’arte con specializzazione in metalli e orafo, Massimo Chiti recupera tecniche collaudate come il collage, decollage e affiches e le fonde a materiali innovativi quali resina, polvere di diamante, glitter e foglia d’argento.

Sebbene il risultato sia assolutamente glamour e scintillante, c’è dell’altro oltre all’estetica, comunque fondamentale. L’artista, infatti, agisce mosso dalla volontà di recuperare e raccontare la nostra storia più recente e utilizzarla per creare nuovi paradigmi adatti ad interpretare presente e futuro.

Il suo fine ultimo è sviluppare, nel pubblico, nuovi collegamenti mentali ipertestuali, connessioni ed inferenze con cui approcciarsi al presente e al futuro, illuminati dalle icone del cinema e della tv che, come gli antichi maestri, ci indicano la via più sicura.

Grazie all’impiego della resina, infatti, Marylin, Sophia Loren ma anche il Papa, Mickey Mouse e Maradona vengono scomposti e ricomposti in qualcosa di nuovo che guarda avanti senza dimenticare ciò che è stato.

Metaforicamente e fisicamente, materiali come la resina danno ai quadri un’aura di immortalità che, se da una parte fa riflettere sulla finitezza del tutto, dall’altro trova una via di salvezza nella storia e nella consacrazione mitica dei nostri beniamini.

Per Massimo Chiti fare arte non può prescindere dal lavoro manuale. Come Rotella, è un cacciatore di manifesti che va a cercare per le vie della sua amata Pistoia, città in cui è nato nel 1979. Una volta in studio li fa letteralmente a pezzi e li affianca, unisce, sovrappone a pezzi di vecchie locandine di film (ristampate), piuttosto che fotografie. Una volta ottenuta l’immagine, agisce con le resine, le vernici e i glitter.

Ne risultano opere fortemente materiche, a tratti tridimensionali, che si impongono senza chiedere permesso. Ogni opera ha la propria cornice in legno che Massimo, innamorato di questo materiale versatile, crea con lo stesso amore con cui un padre aggiusta la giacca al figlio all’entrata della scuola.

Le sue opere piacciono perché sono vive, piacciono perché raccontano delle storie e perché vanno a toccare, e risvegliare, ricordi custoditi in antichi bauli, un po’ impolverati, ma che basta aprire per farci rivivere il film delle nostre vite.

Il suo debutto è avvenuto proprio nella patria della Pop-Art, gli Stati Uniti, dove è stato accolto con grande fervore. Europa e Italia non sono state da meno e, se nel 2019 ha esposto ad Amsterdam, in Italia ha conquistato Arte Padova.

Oltre a soggetti a lui cari, realizza anche opere su commissione per permettere, a chiunque lo desideri, di trasformare in arte il proprio mito e, di conseguenza, la propria interiorità.

Perché, in fondo, ciò che adoriamo racconta i nostri sogni, i nostri desideri e le aspirazioni per un futuro che, grazie all’insegnamento del passato, risulta più chiaro e facile e a portata di mano.