JOHAN FRISO'

JOHAN FRISÒ

Sull’identità di Joahn Frisò, artista belga da anni residente nel cuore della Franciacorta, se ne sono dette tante: ricco imprenditore eccentrico, discendente della famiglia reale Belga o, ancora, paziente psichiatrico affetto da “deviazioni della sfera sessuale” tali da richiedere ricoveri in strutture di recupero e strutture penitenziarie.

Come Banksy ama stupire gli abitanti della Franciacorta con sculture che, ogni, tanto appaiono attirando l’attenzione di tutti. Perché alla fine, al di là delle sue origini, Joahn Frisò è un artista che sa come parlare al pubblico.

Le sue opere rifuggono ogni compiacenza, o dolcezza, ma con una crudezza quasi spietata, raccontano la nostra società, la vita e le assurdità di una società capitalistica.

Spesso, proprio perché danno una chiara lettura politica di episodi di cronaca, hanno scatenato reazioni di sdegno e innumerevoli polemiche. Prova del fatto che arrivano dritto al punto e al cuore di chi le guarda.

Bambini aggrappati a grandi pneumatici, figure antropomorfe alle prese con complicate posizioni Yoga e, ancora, gorilla, uomini privi di uno o più arti e ancora persone fisicamente schiacciate da pile di libri.

Un universo composito, eterogeneo ma che, alla fine, mette al centro l’uomo e le sue battaglie quotidiane. Il buio di questo scenario difficile, aspro e privo di compromessi, a volte è squarciato dalla solidarietà tra essere umani. Dalla figura che prende in braccio l’amico puglie per permettergli di arrivare al sacco da box, posto in altissimo, al padre privo di una gamba che si regge al figlio. A quella che, con tenerezza, abbraccia la testa di cavallo.

Tecnicamente le sue sculture sono perfette. Le proporzioni, armoniche e slanciate, ricordano la compostezza delle statue egizie, portate nel nostro mondo dalle vernici scintillanti e accese. Raffinati giochi cromatici rimandano agli elementi della natura, ai chakra e all’alchimia in un’arte squisitamente antropologica.